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vendo oroIl segmento dei beni rifugio non è mai stato affollato come oggi. In questi tempi difficili si può essere obbligati a dare fondo alle scorte e possono essere reintrodotti sul mercato dell’usato anche quei beni familiari finora rimasti nelle segrete di casa, in attesa di tempi cupi. Che ora, come evidenzia l’attualità, ci sono. Non passa giorno senza notizie di licenziamenti, avvisi di cassa-integrazione, preavvisi di sciagure economiche e finanziarie; la somma dei piccoli drammi privati diventa il vero, enorme, dramma nazionale. Fatto di disoccupazione, precarietà e speranze uccise. Riprende l’emigrazione, aumentano le tragedie.I compro oro possono essere una risposta, anche felicemente inaspettata, alla situazione di crisi che attanaglia oggi le famiglie e l’economia nazionale. Il business dell’oro usato ha saputo dare una iniezione di fiducia sia al mercato dei metalli che alla famiglie, e vive oggi un momento di grande crescita. Sono lontani i tempi in cui si accumulava, oggi occorre investire e favorire la circolazione dei beni e del denaro.Il business dei compro oro (ma quanto segue è valido di solito anche per argento e metalli preziosi; ormai ogni materiale ha un proprio mercato di riferimento, mentre per le pietre hanno rilevanza altri fattori come l’origine ed il taglio) è favorito dall’andamento in borsa del nobile metallo. Nell’ultimo mese, il prezzo è arrivato alla ragguardevole cifra di oltre trentasei euro per grammo, attestandosi oggi ad un valore poco più basso, trentaquattro e quaranta, ma comunque invitante.

La combinazione di questi due fattori, l’acuirsi della crisi economica e la possibilità di cedere l’aureo metallo a cifre interessanti, ha prodotto negli ultimi anni la crescita esponenziale del mercato dei compro oro, sopratutto nelle grandi città Roma in testa.

L’azienda più dinamica, che meglio ha saputo farsi strada in questo affollato settore è OroElite S.p.A.- Banco Metalli, realtà che vanta già decine di negozi compro oro in tutta Italia e che ha in serbo un vasto piano di espansione commerciale con l’apertura di centri anche al nord.

L’attività di vendita di oro usato deve essere molto accurata e scrupolosa. Chiunque (purché maggiorenne, s’intende) può vendere il proprio oro. Trattandosi di metallo prezioso è doveroso attuare una serie di controlli per verificarne l’autenticità. Il compro oro acquista da privati e se sbaglia il business ne risente. Ecco perché quando portate una collana o un braccialetto questi vengono strisciati con un pietra di colore nero, chiamata non casualmente “pietra di paragone”, che lascia una striscia (senza graffiare l’oggetto, ovviamente) . Perché se poi l’acido la farà scomparire sarà certo che non si tratta di oro vero, ma magari di una lega e quindi il compro oro non porterà l’affare a compimento. Viceversa, se l’effetto sarà il contrario potete cominciare a pensare a come impiegare il frutto della vendita.

Appurata la natura dell’oggetto si procede alle operazioni di pesa. Concluse queste abbiamo il prezzo. Basterà moltiplicare i grammi per la quotazione giornaliera del prezioso metallo. Naturalmente più l’oro è puro e meglio verrà pagato. L’oro a ventiquattro carati, il più fino, quello che si usa per i lingotti e poco presente nelle nostre case, frutterà di più di quello standard a diciotto (con il quale di solito sono costruiti anelli, bracciali e collane). Può capite di avere oggetti realizzati con oro a dodici carati; evidentemente sono antichi o vengono dall’estero. I compro oro acquistano a diciotto e ventiquattro carati e pagano con la quotazione dell’oro (usato) di quel giorno, cioè in tempo reale.

Anche e soprattutto in tempo di crisi la legalità è un valore, per cui se volete concludere positivamente la transazione dovete esibire un documento d’identità ed il vostro codice fiscale perché la compravendita dev’essere inserita in un apposito registro, a tutela delle parti. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe come il topo d’appartamento che va a rivendere il frutto della rapina, scatterebbe il reato di ricettazione. Ecco spiegato il motivo per cui il compro oro vi chiederà sempre un documento.

I beni debbono poi osservare un periodo di fermo di dieci giorni in negozio; ciò consentirà, eventualmente, al venditore di esercitare il diritto di recesso ed alle autorità di svolgere tutti i controlli ed i rilievi ritengano opportuni. E considerate che il governo Monti ha abbassato a mille euro la soglia di transazioni effettuabili in contanti. Per importi superiori i compro oro salderanno con bonifico o assegno circolare.Ma dove va a finire tutto l’oro recuperato in questo modo sul mercato? I compro oro lo conferiscono ad un grossista, che lo ricompra ad un prezzo poco superiore a quello di acquisto e lo recapita ad una fonderia, onde ricavarne altra materia prima da usare per nuovi gioielli.

La fonderia di OroElite S.p.A. – Banco Metalli raccoglie gli acquisti di quattro regioni e non si limita a fondere i metalli (anche l’argento può avere stessa sorte dell’oro); completando il ciclo dell’offerta è in grado di provvedere al trasporto, bloccare il prezzo e fornire test di metalli alla tocca.

Insomma, il fenomeno dei compro oro si pone come paradigma di questi tempi incerti e sembra destinato a continuare la fase espansionistica almeno fino a quando non ci saremo liberati di questa brutta crisi.